Il parco
Arrivando all'Ospedale San Pancrazio si è accolti, a sinistra del cancello di ingresso, da uno spettacolare filare di Cipressi e da un Cedro imponente, che richiamano la vegetazione del parco che si sviluppa sul lato opposto dell'edificio.
Il Parco dell'Ospedale San Pancrazio si estende su circa 10.000 metri quadrati di superficie e comprende due aree:
il vecchio parco, realizzato a cavallo tra Otto e Novecento - secondo lo stesso gusto per l'esotico che si incontra nel Parco Arciducale di Arco e al quale si ispira nel lussureggiare di Palme, Cipressi (C. lusitanica, C. sempervirens, C. di Lawson), Cedri;
il nuovo parco, realizzato nel 2004/5 - riprende e continua i percorsi del vecchio senza che vi sia una netta demarcazione fra i due - e tende a conciliare la vegetazione locale spontanea con la memoria del paesaggio agricolo e la familiarità affettuosa con le piante, che ricordano alla maggioranza degli ospiti gli orti e i giardini del Garda Trentino.
Oltre al piacere di passeggiate e di soste lungo i vialetti - sotto i due gazebo o sulle panchine – il Parco offre anche la possibilità di fare dei percorsi riabilitativi di lunghezza variabile, a seconda dell'autonomia e della forma fisica raggiunte.
Percorso lungo circa m 350 (3 giri = oltre 1 km)
A destra del gazebo si immette nel vialetto contornato di cespugli (Abelia, Viburno, Hipericum)
Successivamente in prossimità dell'importante Cipresso di Lawson, le Palme e il bordo di Rosa Chinensis mutabilis, gira a destra verso il campo da bocce, delimitato da un filare di piante di Biancospino.
Procede con a destra la seduta contornata dalle piante di Koelreuteria paniculata e, lungo il bordo perimetrale, Lecci, Ortensie quercifolie, Melograni e Cipressi.
Sul lato lungo a sinistra un filare di Tigli fa da quinta al lungo pergolato con l'Uva americana e a destra la fascia boscata - composta in parte da vegetazione tipica della zona – a chiusura e protezione del Parco con macchie di Cornus, Ginestra, Viburnum "palla di neve", Plumbago, Rosa rugosa, cespugli di Cercis siliquastrum(Albero di Giuda), Cotinus (Sommaco o Foiarola), oltre a Cipressi e barriere di Carpino e di Acero campestre.
Successivamente attraversa l'uliveto.
Al dosso contornato dall'Abelia, ritrova i Cipressi, l'Iperico e la Carpinata.
Con il lungo bordo di Ortensia paniculata si ricongiunge al punto di partenza.
Percorso medio circa m 270 (4 giri = oltre 1 km)
A destra del gazebo si immette nel vialetto contornato di cespugli (Abelia, ecc.)
Successivamente all'altezza del Cipresso di Lawson, le palme e il bordo di Rosa Chinensis mutabilis, gira a sinistra verso il filare di Cercis (Albero di Giuda), per poi incontrare il bordo di Rosmarino.
All'altezza dell'Uliveto, gira a sinistra verso il dosso e segue come nel percorso precedente.
Percorso corto circa m 200 (5 giri = oltre 1 km)
Inizia come i precorsi precedenti ma resta sempre all'interno del vecchio parco.
Segue il vecchio tracciato costeggiando i Cedri, le Palme, i Cipressi, l'Abete, il Tasso, le Magnolie, il Libocedro o Cedro da incenso, il bordo di Rose antiche, l'Olea fragrans, e - a chiudere - il bordo di Ortensia paniculata.
Una sua variante devia verso la grotta della Madonna di Lourdes, con una sosta nel gazebo ricoperto di Gelsomino.
Percorso breve circa m 150
Lasciando la scalinata che viene dalle sale di Fisioterapia, si immette nel vialetto contornato dall'Abelia e da Cedri, Palme, Cipressi e dall'Abete.
In prossimità della Magnolia da fiore, rientra a sinistra verso le bordure di Ortensia quercifolia, di Rosa rifiorente "la Sevillana" e di Viburno.

