Riabilitazione cardiologica

CHI RIABILITIAMO
I ricoveri vengono programmati nel rispetto delle linee guida elaborate dal Gruppo di Lavoro Multidisciplinare in data 21.12.2001 che prevede:

  • ricoveri in 1a fase riabilitativa: pazienti provenienti dalla Cardiochirurgia o dalla Chirurgia Vascolare dopo ogni intervento cardiovascolare maggiore, mentre per quelli provenienti dalle cardiologie o dai reparti internistici è indicato per i soggetti con necessità di stabilizzazione dopo Sindrome Acuta o Scompenso Emodinamico;
  • ricoveri in 2a fase riabilitativa: prescritti da medici specialisti cardiologi o cardiochirurghi operanti nelle strutture dell'A.P.S.S. e devono riguardare pazienti che in funzione delle considerazioni cliniche, logistiche e delle compliance individuali non possono essere trattati con modalità alternative al ricovero ordinario.


IN CHE MODO RIABILITIAMO
Lo svolgimento del programma riabilitativo presso il Centro per la Riabilitazione delle malattie Cardio-Vascolari dell'Ospedale S. Pancrazio ha come componenti fondamentali:

la valutazione funzionale,

l'attività fisica ed il successivo allenamento programmato,

il superamento del disagio psicologico causato dalla malattia,

l'educazione sanitaria finalizzata alla correzione dei fattori di rischio,


e si articola in due fasi successive così caratterizzate:

  • I fase: dopo il verificarsi di un evento acuto che abbia coinvolto il cuore (crisi di angina; infarto miocardico; angioplastica coronarica; intervento di by-pass aorto-coronarico o di sostituzione valvolare, ecc.) con ricovero nei Reparti di Cardiologia o di Cardiochirurgia, ad un intervallo variabile da quattro a otto giorni, il paziente entra nel nostro Centro: si procede quindi alla mobilizzazione progressiva (deambulazione in piano, poi in giardino ed infine la salita delle scale) per un periodo di 7-15 giorni, ai quali seguono 15-20 giorni di permanenza a casa,
  • II fase: comprendente da un lato la valutazione funzionale ed il successivo periodo di allenamento fisico programmato e dall'altro il trattamento psicologico di sostegno ed il programma di educazione sanitaria, per un periodo complessivo di 2-3 settimane.


L'ingresso del paziente nel Centro di Riabilitazione: la I fase
La riabilitazione inizia con la prima fase, nel corso della quale l'obiettivo perseguito è rappresentato dal raggiungimento da parte del paziente di una condizione fisica e psicologica tale da consentirgli il rientro a casa ed in famiglia come un individuo auto-sufficiente.
Al momento dell'entrata in Ospedale la valutazione del paziente riveste una grande importanza, essendo legata a:

  • osservazione del paziente durante il completamento della mobilizzazione e verifica dell'efficacia e della tollerabilità della terapia farmacologica,
  • valutazione delle sue condizioni psicologiche e prevenzione o cura delle possibili complicanze ansiose e/o depressive legate ai vissuti di malattia.


Nel corso di questa prima degenza il paziente viene sottoposto a visite mediche giornaliere (per definire la graduale mobilizzazione: prima solo in corridoio, poi anche all'aperto ed infine la salita di due rampe di scale) e ad esami strumentali (prelievo di sangue per le principali analisi di laboratorio; radiografia del torace; ecocardiogramma; elettrocardiogrammi; eventuale elettrocardiogramma delle 24 ore sec. HOLTER).
Con l'apertura della Cardiochirurgia a Trento si è verificato naturalmente un netto incremento della percentuale dei post-operati tra i nostri pazienti. La rapidità del trasferimento (quando possibile ciò avviene già nella quarta-quinta giornata) rende la sorveglianza medica fondamentale nella cura delle diverse problematiche del cardio-operato: dal recupero precoce della mobilità al ripristino di una funzione respiratoria ottimale, dalla sorveglianza attenta della cicatrizzazione delle ferite al controllo della sindrome infiammatoria che a volte si sviluppa. Senza dimenticare che, passata la fase acuta post – chirurgica, l'individuo torna quello di prima per quanto riguarda il proprio "rischio cardiovascolare globale" legato alla presenza di fattori di rischio la cui correzione deve essere perseguita con rigore.

In questa fase l'intervento psicologico si basa sul colloquio clinico individuale. Ciascun paziente ha così la possibilità di manifestare gli inevitabili sentimenti di paura e di insicurezza legati alla malattia: la cardiopatia, interessando un organo vitale quale è il cuore, porta necessariamente il paziente ad una revisione (spesso negativa) del modo di considerare se stesso, sia in termini di capacità, efficienza e abilità, sia in rapporto alle persone che lo circondano. Attraverso l'intervento di supporto psicologico si dovrà aiutare il paziente a far sì che tale revisione avvenga nel modo più sereno e graduale possibile, evitando bruschi squilibri emotivi e fornendo una visione chiara e razionale del futuro stile di vita.

Non meno importante è l'attenzione dedicata al programma di educazione sanitaria. Tale programma è svolto da tutta l'equipe sanitaria e riguarda in primo luogo la conoscenza dei singoli fattori di rischio e le problematiche legate alla loro correzione.
Alla dimissione dall'Ospedale il paziente sarà informato sul successivo rientro per la II fase, dopo 2-4 settimane di permanenza a casa, durante le quali gli viene consigliato un comportamento che rispecchia per alcuni aspetti quello condotto nel Centro (attività fisica leggera, astensione dalla guida, controllo delle situazioni stressanti).

Il rientro del paziente nel Centro: la II fase
Gli obiettivi di questa fase sono:

  • dal punto di vista strettamente medico la documentazione della verosimile stabilizzazione della situazione cardio-circolatoria che consente o l'acquisizione di tutti gli elementi per approntare il programma di allenamento fisico oppure l'individuazione delle situazioni a più alto rischio che richiedono un ulteriore approfondimento diagnostico,
  • dal punto di vista psicologico la verifica della stabilizzazione del vissuto di malattia e del livello di compliance terapeutica, che sono elementi indispensabili per approntare il programma di modificazione dei comportamenti a rischio e di riadattamento socio-lavorativo e familiare.


Nei primi due o tre giorni il paziente viene sottoposto alla valutazione funzionale che comprende:

  • la visita medica,
  • gli esami emato-chimici,
  • il test al cicloergometro,
  • eventualmente l'ECG dinamico e l'ecocardiogramma.


In presenza del buon esito di tale valutazione il paziente viene inserito nel programma di riabilitazione vero e proprio che comprende:

l'attività fisica in palestra (sedute di ginnastica a corpo libero di mattina e cyclette al pomeriggio),

il podismo su percorsi standardizzati sotto controllo radio-telemetrico,

educazione sanitaria svolta, oltre che negli incontri di gruppo sopra citati, in incontri settimanali con la presenza del medico,

esercizi di rilassamento secondo la tecnica del training autogeno.


Sono stati codificati tre distinti programmi di training fisico da applicare in base al tipo di cardiopatia, alla struttura fisica, all'età, al sesso del paziente, alla capacità lavorativa espressa nella prova da sforzo.
Tutti comprendono un breve periodo di podismo su un percorso standardizzato, sotto controllo radio-telemetrico. Poi c'è il programma comprendente un insieme di esercizi di ginnastica a corpo libero di tipo pesante (gruppo A), un secondo caratterizzato da esercizi di ginnastica più leggeri (gruppo B) ed infine un terzo programma comprendente la sola cyclette (gruppo C). Ciascuna seduta di ginnastica dura circa un'ora e viene svolta al mattino. Nelle ore pomeridiane invece si svolgono le sedute di cyclette della durata di circa 25 min., anch'esse con carico di lavoro variabile. Il programma si protrae per due o tre settimane.

Gli incontri settimanali di educazione sanitaria (aperti anche ai familiari) sono condotti dai medici e dallo psicologo (a seconda del tema trattato). Sono finalizzati all' approfondimento della conoscenza delle malattie cardiovascolari e dei singoli fattori di rischio e quindi all'apprendimento delle strategie più idonee per ottenerne la correzione, nell'ottica di fornire ai pazienti tutti gli strumenti per attuare la prevenzione nel suo complesso. Risulta sempre più evidente l'importanza che il "rischio cardiovascolare globale" riveste nel modificare la qualità della vita di ciascuno di noi.

Gli esercizi di rilassamento vengono svolti al pomeriggio secondo la tecnica del training autogeno di SCHULTZ, con la presenza dello psicologo: sono previsti gruppi di massimo 8 persone; ciascuna seduta dura circa 25 minuti. Nell'arco del ciclo riabilitativo ogni paziente partecipa a 6-8 sedute. Tali esercizi sono finalizzati al raggiungimento di un rapporto più sereno col proprio corpo ed un livello ottimale di benessere psico-fisico. Se ne consiglia la prosecuzione anche a casa.

Durante tutto l'arco della degenza ciascun paziente viene periodicamente visitato dal medico, pur in assenza di problemi di rilievo: ciò al fine di verificare gli effetti del training fisico (con possibilità di ulteriore personalizzazione) e dell'adattamento globale (in primo luogo la compliance del paziente).
Alla fine del programma si ripete la valutazione con test al cicloergometro allo scopo di verificare i benefici ottenuti con l'allenamento fisico.

CONTATTI
Tel. 0464/586315
Fax 0464/586317
email: riabilitazione.cardiologica@ospedalesanpancrazio.it

EQUIPE
Medico responsabile: Dott. Renato Santoni, cardiologo
Medici: Dott. Gian Rocco Graniero, Dott. Carmine Sarno, Dott. Paolo Zicarelli
Psicologa: Dott.ssa Flavia Girardi
Coord. Servizio infermieristico: I.P. Ewa Borus